mercoledì 23 aprile 2008

UE, diritto d'autore e il mercato dell'e-content

clipped from www.guidoscorza.it

Avrei potuto intitolare questo post semplicemente dicendo che il Parlamento Europeo ha detto NO alla soluzione Sarkozy - Oliviennes per l'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale ma…credo avrei sbagliato ridimensionando in modo importante il contenuto della proposta di risoluzione approvata nelle scorse ore a Strasburgo.

Nel documento, infatti, si dice ANCHE "no" - e lo si fa a chiare lettere e senza lasciare spazio ad alcuna interpretazione - alla soluzione proposta in Francia ed in Inghilterra volta a "sanzionare" gli utenti rei di aver scaricato qualche migliaia di bit di contenuti digitali con la risoluzione del contratto di accesso alla Rete e, dunque, con la "disconnessione globale".

E' un documento complesso, ricco di spunti di riflessione stimolanti e di grande interesse che, per questo, va letto integralmente più che commentato o riassunto.

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Nell'articolo di Guido Scorza sono riepilogati i punti principali (a suo parere) del documento approvato dalla UE.

martedì 22 aprile 2008

Come fare in modo che l'economia salvi la politica

clipped from blog.debiase.com
Una volta le tlc vedevano bene qualunque uso della rete perché motivava gli abbonamenti; quelli del copyright potevano protestare ma non trovavano ascolto da quelli delle tlc; ma quando la gente abbonata ha cominciato a consumare banda in grandissima quantità quelli delle tlc si sono preoccupati perché dovevano investire moltissimo solo per mantenere soddisfatti gli abbonati, anche quando usando la voip cannibalizzavano il loro business della voce, e hanno cominciato a comprare software che discrimina la velocità del traffico in base all'utilizzo
Se si andrà in questa direzione, tutto l'ecosistema innovativo della rete sarà frenato, perché il successo dell'innovazione non sarà deciso dagli utenti ma dai provider. Che non hanno mai capito bene l'innovazione internettiana. Senza contare che centralizzando la discriminazione del traffico in base al contenuto e affidando le decisioni ai provider ci potrebbero essere problemi per la libertà di espressione.
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Effettivamente la migliore assicurazione sulla crescita indistinta e democratica della rete era la conveninenza economica che essa crescesse il piu' possibile. Su questo punto bisogna quindi insistere.

Se oggi qualcuno si puo' permettere di 'limitare' la diffusione della rete, privilegiando questo o quel contenuto, vuol dire che il costo dell' 'accesso' e' troppo alto. Per salvaguardare la neutralita' della rete occorre quindi lavorare su quel prezzo, e farlo scendere.

sabato 17 novembre 2007

Chi parla contro la Rete? Chi parla in nome della Rete?

A proposito dell'uscita di Vespa, e il meme che si e' sviluppato, traggo spunto da questo post di Gigi, per dire due cose sull'informazione su internet, oggi in Italia.

@gigi: "In questi giorni i blogger "influenti", stanno attaccando in massa la carta stampata e la tv perchè denigrano la rete."

E fanno bene! Non si deve dipingere internet come un'utopia (anche se rimane il luogo delle sperimentazioni e dove si puo' realizzare cio' che e' impensabile nel "reale"). Ma certamente NON e' giusto dipingerlo in modo parziale e tendenzioso, cosi' come qualunque altra cosa del resto. Si parli pure degli aspetti pericolosi (pedofilia, truffe, terrorismo, ...) ma nella giusta misura (e quindi maggiore) anche di quelli positivi (economia, cultura, societa', ...)

I media tradizionali, d'altra parte, sono in evidente conflitto di interesse con internet. Quindi SOLO gli utenti di internet potranno difendere internet. E per fortuna questa consapevolezza sta crescendo.

@gigi: "[i blogger "influenti"] Fanno vedere alle masse ignoranti il web come non dovrebbe essere."

Secondo me, la questione e' che internet NON e' questo o quello: questo o quel modo di pensare, scrivere, divertirsi, agire, ... internet e' TUTTI questi insieme.
In forza della liberta' di espressione e di accesso. L'elemento regolatore, poi', agisce dal basso e non dall'alto.

Se a muoversi per primi sono i "blogger influenti" (o che si ritengono tali), e non le "masse ignoranti", ci puo' stare (anzi, e' quasi ovvio). Basta che i primi non pensino che internet sia solo loro.

@cate: "I tamarri cresceranno confrontandosi tra di loro, e non grazie alle nostre imbeccate."

"Tamarri" tra soli tamarri, e tamarri sotto una pioggia di romanzine da parte di qualche pedante guru, mi sembrano entrambe strade sbagliate. Internet crea legami deboli tra moltitudini di persone (tamarri, guru, e mille altre persone di varia natura stile e pensiero): queste deboli influenze sono la strada piu' giusta che vedo io.

[edit 18/11/07 15:11]
@nexusdue: "noi che possiamo fare?"

E' una domanda ben posta ? Sono cresciuto con coetanei che passavano 1-2 ore al giorno a vedere telenovelas, e per questo li consideravamo di serie B. Non abbiano saputo per questo costruire un mondo diverso: se si guardano i numeri (ma perche' farlo, visto che si puo' vivere benissimo nelle nicchie e nella coda lunga ?) questo mondo e' esattamente quello preannunciato da quei telefilm e da quegli spettacoli di varieta'. Del resto e' sempre stato cosi': quante volte nella storia, una cultura dominante e la sua scala di valori e' stata soppiantata da un'altra emergente che secondo la valutazione precedente era quanto meno "tamarra" ? Siamo sempre andati avanti lo stesso, e credo che nessuno tornerebbe ai tempi dell'impero romano o del medioevo, o del latifondo.

Oltre tutto, dare una direzione significherebbe aver chiaro qual'e' quella giusta. E qui voglio vedere chi si fa avanti (ma ho paura che tanti galletti sarebbero effettivamente pronti a farlo). L'unica direzione che mi sento di ribadire (mi ripeto con quanto detto prima) e' "garantire la liberta' di accesso e di espressione", e favorire il "social networking".

Dopo di che' non confondiamo la parte ludica dalla parte piu' intellettualmente raffinata, con importanti ricadute sul piano economico politico e sociale. Non confondiamole e lasciamole convivere: o vogliamo scoprire che senza i "tamarri", le "menti superiori" avrebbero un audience di soli 4 gatti spelacchiati, e soprattutto non avrebbero molto di cui dissertare ?

lunedì 5 novembre 2007

La Rete fissa l'agenda ai politici, in Usa. Punto 1: net neutrality


Leggo su Svaroschi che negli USA, l'agenda ai politici la fissa direttamente la Rete.

Infatti, dall'iniziativa di un professore di fisica, David Colarusso, e da TechPresident e' nato 10Questions, un sito che raccoglie i video con le domande ai candidati e permette agli stessi utenti di votarle. Nella seconda fase del progetto le domande più votate verranno girate ai candidati che potranno rispondere in video, venendo votati a loro volta.

Gia' questo merita attenzione e potrebbe essere fonte di isprazione anche in Italia.

Poi, Lunedi 29 c'è stato il dibattito MTV/MySpace con protagonista Barack Obama. La domanda più votata di 10Questions in quel momento, con tema la net neutrality, è stata posta al senatore durante il dibattito.
Ecco, quello che si è capito è che la domanda è stata la più votata a causa della mobilitazione di MoveOn.org, famoso sito attivista politico di sinistra.
MoveOn ha inviato una e-mail a tutta la propria nutrita (e politicamente impegnata) mailing list di circa 60.000 persone, chiedendo loro di visitare il sito e votare la domanda che uno dei loro membri aveva posto.


Qualcuno si e' chiesto se questa forma di democrazia "partecipativa" e "dal basso" sia in qualche modo corretta, cioe' se effettivamente rappresentativa degli interessi della gente, o solo di una parte semplicemente piu' attiva delle altre.

Ma in una democrazia partecipativa, partecipare e' evidentemente fondamentale, e nulla vieta ad altri gruppi di assumere un maggiore impegno nel far valere i propri interessi e bisogni.

Bisogna anche notare, come dice Joshua Levy, editor di TechPresident, che MoveOn.org ha fatto convergere i voti dei suoi lettori su un tema di interesse per tutti. Anzi, sembra che solo una parte dei lettori di MoveOn.org che hanno accettato l'invito a visitare il sito 10Questions, abbiano effettivamente votato la domanda sulla net neutrality, col risultato che a beneficiare innanzi tutto dell'attivismo di MoveOn.org e' stata la "democrazia partecipativa", piu' che i sostenitori di quel tema in particolare.

Comunque sia, resta il fatto che in USA la domanda n.1 posta dalla Rete a Obama e' stata sulla net neutrality.

domenica 4 novembre 2007

/Metafore: al ristorante

L'altro giorno ero fuori in trasferta, e la sera sono andato al ristorante. Potevo scegliere tra due, entrambi a portata di mano: uno sofisticato nel servizio e nella cucina (prezzo probabilmente sopra i 50 euro); l'altro una trattoria, ambiente casereccio e sapori genuini (spesa prevista 20/30 euro).

Ho scelto la trattoria, in generale mi piace l'atmosfera, e poi non avevo tempo ne' voglia di piatti particolari. Entro, mi accomodo al tavolo, apro il menu. Con grande sorpresa, trovo scritto: "non serviamo carne".

Curioso, e anche affamato, ho chiesto il perche'. In quella citta', mi ha spiegato l'oste, i ristoranti erano tutti di proprieta' di un'unico titolare, che aveva introdotto questa regola: la carne era in menu sono nei ristoranti piu' sofisticati, nelle trattorie solo ottime zuppe di verdura.

Niente da dire sulle strane idee del proprietario dei ristoranti e sul suo modo di gestirli, il problema e' che non ce n'erano altri, se non cambiando citta'. Un altro commensale mi ha avvertito che, volendo, c'era un ristorantino "indipendente" in un quartiere periferico, ma la strada per arrivarci era cosi' complicata, ed io ero gia' a tavola, che alla fine mi sono mangiato la minestra.

domenica 21 ottobre 2007

Internet e contenuti: teniamoli separati

Max Laconca richiama l'attenzione qui sul nuovo piano Vodaphone che abbina servizi di accesso e contenuti in una unica promozione:

Invece, quasi in sordina, scopriamo che anche Vodafone Italia nella PROMOZIONE MOBILE INTERNET inibisce l’uso della tecnologia VoIP ai propri clienti:

L’offerta non è utilizzabile usando il cellulare come modem, utilizzando Internet come protocollo di comunicazione (ad esempio VOIP, instant messenger, peer to peer) o per l’utilizzo di applicazioni non certificate da Vodafone.

Illusioni durate poco più di un’estate.

Il testo citato è stato estratto direttamente dalla pagina della promozione del sito di Vodafone Italia (che riporto anche in copia, qualora in futuro dovesse variare).


Esempio lampante di violazione del principio di "rete neutrale" (net neutrality).

Dov'e' il problema ? Internet diventa parte dell'offerta di Vodaphone. Questo e' il punto. Decide Vodaphone cosa l'utente puo' vedere o non vedere quando si collega a Internet.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma se paghi di piu' puoi accedere a tutta Internet. Appunto, sappiamo che questo significa uccidere Internet. Diventerebbe un sistema diversificato a seconda delle disponibilita' economiche, alla faccia della coda lunga e dei social network. Diventerebbe come la carta stampata: puo' pubblicare solo chi dispone dei mezzi editoriali e delle risorse economiche che comportano, e quindi si pubblica solo cio' che giustifica l'investimento economico iniziale.

Qualcun altro potrebbe dire: ma se con Vodaphone accedi certi siti, con gli altri operatori potrai accedere agli altri. Ma dai! davvero si puo' pensare che la blogosfera possa accordarsi con questo o quel gigante delle telecomunicazioni ? E si puo' pensare che l'infrastruttura globale o nazionale sia cosi' frazionata da replicare la moltitudine di piattaforme editoriali e di servizio oggi disponibile su internet ?

Arrestare questa tendenza e' possibile: basta infatti sancire (con leggi) il principio della separazione della rete dai contenuti, cioe' che gli operatori che assicurano l'accesso ad internet NON devono occuparsi dei contenuti che vengono erogati attraverso internet.

Altrimenti paradossalmente, potremmo arrivare (Vodaphone e' gia arrivata) a pagare l'uso di Wordpress piu' che di TypePad, per esempio, con buona pace di tutti i modelli opensource.

Oppure sarebbe come pagare un giornale in base all'edicola in cui lo si va a comprare.

Oppure sarebbe come pagare l'autostrada in base alla marca della propria auto.

Oppure sarebbe come pagare un film al cinema in base a quanto decide il proprietario della sala ...

sabato 20 ottobre 2007

Effetto retroattivo, la prova dello strapotere da spezzare

Scrive Max Laconca che Telecom Italia starebbe per emettere fatture per le linee ADSL solo dati, relative al periodo febbraio 2006-giugno 2007 con una retroattività di addirittura 14 mesi.

Gli abusi per posizioni dominante di Telecom Italia non si contano piu' e questo dovrebbe dare origine ad un moto di protesta sempre piu' forte da parte degli utenti, soprattutto in rete. Quindi cito e rilancio.

A me personalmente e' capitato questo. Ho sempre utilizzato (da 10 anni ? forse di piu') un servizio di accesso a internet di Infostrada, gratuito, per accesso occasionali. Pagavo solo la telefonata urbana a Telecom Italia. Ad un certo punto, in previsione di un utilizzo piu' intensivo, ho sottoscritto un abbonamento (Teleconomy No Problem) che mi permetteva qualunque telefonata locale a telefono fisso e cellulare (anche di altro operatore) al costo di un canone fisso. Mi aspettavo quindi che anche queste telefonate verso Infostrada fossero comprese nel canone fisso. Inutile dire che da nessuna parte era scritto il contrario, in tutta la documentazione pubblicata online su Teleconomy No Problem.

Anzi alcune condizioni erano riportate erroneamente, e l'operatore 187 che mi ha assistito durante la sottoscrizione dell'abbonamento, al telefono, mi ha assicurato a voce che erano cambiate e quindi non andavano prese alla lettera. Ma vi rindete conto ? le condizioni contrattuali variano e l'unico ad avvisarti e' un centralinista che non ti da' nessuna documentazione scritta al riguardo ?

Per arrivare al punto, avrei dovuto ricevere una comunicazione scritta a casa, DOPO la sottoscrizione dell'abbonamento. Alla fine l'ho ricevuta (quando ho disdetto Teleconomy No Problem prima dell'estate, e poi l'ho sottoscritta nuovamente a settembre) e cosa ho scoperto ? Che tra le condizioni di applicazione non erano incluse le telefonate ad altro operatore per accedere ad internet anche se su linea fonica. E quindi mi sono dovuto pagare 2 mesi di arretrati in telefonate ad Infostrada. E naturalmente ho dovuto smettere di usare Infostrada e passare a Teleconomy Internet di Telecom Italia.