A proposito dell'uscita di
Vespa, e il
meme che si e' sviluppato, traggo spunto da questo
post di Gigi, per dire due cose sull'informazione su internet, oggi in Italia.
@gigi:
"In questi giorni i blogger "influenti", stanno attaccando in massa la carta stampata e la tv perchè denigrano la rete."E fanno bene! Non si deve dipingere internet come un'utopia (anche se rimane il luogo delle sperimentazioni e dove si puo' realizzare cio' che e' impensabile nel "reale"). Ma certamente NON e' giusto dipingerlo in modo parziale e tendenzioso, cosi' come qualunque altra cosa del resto. Si parli pure degli aspetti pericolosi (pedofilia, truffe, terrorismo, ...) ma nella giusta misura (e quindi maggiore) anche di quelli positivi (economia, cultura, societa', ...)
I media tradizionali, d'altra parte, sono in evidente conflitto di interesse con internet. Quindi SOLO gli utenti di internet potranno difendere internet. E per fortuna questa consapevolezza sta crescendo.
@gigi:
"[i blogger "influenti"] Fanno vedere alle masse ignoranti il web come non dovrebbe essere."Secondo me, la questione e' che internet NON e' questo o quello: questo o quel modo di pensare, scrivere, divertirsi, agire, ... internet e' TUTTI questi insieme.
In forza della liberta' di espressione e di accesso. L'elemento regolatore, poi', agisce dal basso e non dall'alto.
Se a muoversi per primi sono i "blogger influenti" (o che si ritengono tali), e non le "masse ignoranti", ci puo' stare (anzi, e' quasi ovvio). Basta che i primi non pensino che internet sia solo loro.
@cate:
"I tamarri cresceranno confrontandosi tra di loro, e non grazie alle nostre imbeccate.""Tamarri" tra soli tamarri, e tamarri sotto una pioggia di romanzine da parte di qualche pedante guru, mi sembrano entrambe strade sbagliate. Internet crea legami deboli tra moltitudini di persone (tamarri, guru, e mille altre persone di varia natura stile e pensiero): queste deboli influenze sono la strada piu' giusta che vedo io.
[edit 18/11/07 15:11]
@nexusdue:
"noi che possiamo fare?"E' una domanda ben posta ? Sono cresciuto con coetanei che passavano 1-2 ore al giorno a vedere telenovelas, e per questo li consideravamo di serie B. Non abbiano saputo per questo costruire un mondo diverso: se si guardano i numeri (ma perche' farlo, visto che si puo' vivere benissimo nelle nicchie e nella coda lunga ?) questo mondo e' esattamente quello preannunciato da quei telefilm e da quegli spettacoli di varieta'. Del resto e' sempre stato cosi': quante volte nella storia, una cultura dominante e la sua scala di valori e' stata soppiantata da un'altra emergente che secondo la valutazione precedente era quanto meno "tamarra" ? Siamo sempre andati avanti lo stesso, e credo che nessuno tornerebbe ai tempi dell'impero romano o del medioevo, o del latifondo.
Oltre tutto, dare una direzione significherebbe aver chiaro qual'e' quella giusta. E qui voglio vedere chi si fa avanti (ma ho paura che tanti galletti sarebbero effettivamente pronti a farlo). L'unica direzione che mi sento di ribadire (mi ripeto con quanto detto prima) e' "garantire la liberta' di accesso e di espressione", e favorire il "social networking".
Dopo di che' non confondiamo la parte ludica dalla parte piu' intellettualmente raffinata, con importanti ricadute sul piano economico politico e sociale. Non confondiamole e lasciamole convivere: o vogliamo scoprire che senza i "tamarri", le "menti superiori" avrebbero un audience di soli 4 gatti spelacchiati, e soprattutto non avrebbero molto di cui dissertare ?